Questa è una storia che inverte le logiche dell’adozione e dimostra che un cuore che pulsa non segue nessuna regola. Solitamente siamo abituati a leggere storie di bambini, istituzioni, famiglie che adottano un cane randagio o abbandonato, che lo tolgono dalla strada o da un canile per offrirgli una casa e tante cure. Siamo in Sicilia e in questa storia, il cane Gigetto, un quattrozampe randagio, ha adottato un asilo, il luogo dell’accoglienza, del gioco e della cura.
L’asilo
In questo asilo, come in tutti del resto, i bambini piangono. Vengono colti dall’ansia da separazione, non vogliono allontanarsi dalle braccia rassicuranti della madre e fanno di tutto per impedirle di andare via. Gridano, scalciano, piangono, supplicano e, soprattutto, contagiano l’ansia e le lacrime agli altri bambini dell’asilo. Dalle otto alle nove del mattino, in quel quartiere c’è un pianto senza fine con picchi acustici in funzione dell’età e delle paure dei bambini.
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